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Breve storia e descrizione dell'osservatorio di Coloti

L’osservatorio

Coloti, in comune di Montone (PG), è un antico borgo posto in posizione panoramica presso la valle del torrente Carpina. Il sito, al riparo dall’inquinamento luminoso delle città, è particolarmente idoneo per l’osservazione del cielo e quindi per la ricerca astronomica.
Nel suo complesso l’Osservatorio di Coloti è una delle strutture astronomiche più avanzate esistenti in Italia poiché è stato progettato come osservatorio destinato al funzionamento automatico, cioè senza la presenza dell'osservatore durante la notte. Si è partiti dall'esperienza acquisita con il telescopio robotico già funzionante dal 1994 presso l'Osservatorio di Perugia per anticipare quello che sarà il futuro dell’osservazione astronomica da Terra.
La proposta della realizzazione di un Osservatorio Astronomico a Coloti fu avanzata dalla Regione Umbria agli inizi del 1993 nell’ambito della predisposizione di un progetto, finanziato con fondi CEE, avente come obiettivo il recupero e la valorizzazione ambientale del piccolo borgo.

Il 25 marzo 1993, si è svolto un incontro tra rappresentanti del Comune di Montone, dell'Università di Perugia e della Regione Umbria per definire i primi accordi atti a sviluppare il progetto. Il 13 ottobre 1993, a seguito di una riunione tra esperti, cui ha partecipato il delegato ENEA ai progetti Ricerche Astrofisiche e Ricerche Tecnologiche Avanzate nel Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), si decide di costruire il Telescopio Robotico Infrarosso Antartico (IRAIT) da 80 cm di diametro e di usare l’Osservatorio Astronomico di Coloti per effettuare tutti i test sul Telescopio e sulla strumentazione di piano focale. Il progetto della Regione Umbria è stato così accresciuto con quello finalizzato all'Antartide.

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Il protocollo d’intesa per la realizzazione dell’Osservatorio viene siglato dai rappresentanti della Regione Umbria, dell’Università degli studi di Perugia, del Comune di Montone e dell’ENEA, il 13 giugno 1996. A questo fa seguito la stipula di una convezione vera e propria per la gestione in via sperimentale dell’Osservatorio, che è stata firmata dai quattro enti promotori dell’iniziativa il 15 giugno 1999, mentre il giorno 10 novembre dello stesso anno si è provveduto all’installazione del telescopio.
L’Osservatorio di Coloti, finanziato dalla Regione Umbria, è stato realizzato integrando le esigenze della ricerca astronomica con il rispetto per l’ambiente in cui si trova. È dominato da una cupola di oltre sette metri di diametro, realizzata dalla ditta Gambato di Venezia, in grado di contenere sia il telescopio, sia i gruppi di visitatori, i quali potranno osservare gli oggetti celesti più interessanti durante le serate di apertura al pubblico. L'osservatorio è dotato di un laboratorio di meccanica, per la manutenzione del telescopio e la realizzazione di piccole parti della strumentazione di piano focale, di un laboratorio di elettronica dotato di tutte le apparecchiature e i dispositivi necessari alla realizzazione e riparazione di schede elettroniche e altro, ed infine di un laboratorio di Informatica per la riduzione delle immagini ottenute con la strumentazione di ripresa applicata al fuoco del telescopio e per l'analisi dei dati scientifici.
In vista dell’utilizzazione in remoto (via modem) del telescopio, l’Osservatorio è dotato di un gruppo elettrogeno in grado di garantire l’alimentazione continuativa a tutti i dispositivi connessi con il funzionamento automatico del telescopio e della movimentazione della cupola. Si è installata una centrale di rilevazione dei dati Meteorologici dotata di un sensore di pioggia per garantire la sicurezza del funzionamento in remoto. L’acquisizione del segnale orario (tempo universale coordinato, UTC) necessario al calcolo della posizione di un astro sulla volta celeste verso cui puntare il telescopio è assicurata da un ricevitore GPS.

Il Telescopio

Il telescopio IRAIT, finanziato dal Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), è il telescopio attualmente installato a Coloti. Le parti meccaniche e ottiche del telescopio sono state realizzate dalla ditta Marcon di S. Donà di Piave. Esso è stato concepito come un telescopio robotico e ha una struttura altamente semplificata, rigida e leggera, per poterlo controllare in modo efficiente e con bassi consumi.
Il telescopio ha una configurazione ottica Cassegrain con uno specchio primario di 80 cm avente un rapporto focale f/3. La focale complessiva del telescopio è di 16m (f/20) con il secondario per l’Infrarosso, e di 8 m (f/10) con il secondario per l’ottico. Durante le fasi di test a Coloti lavorerà nell’ottico. Tutti gli specchi sono stati realizzati in materiale vetroceramico denominato Astrositall. IRAIT ha una montatura Alt-Azimutale del tipo a traliccio ed è dotato di derotatore di campo e sistema di autoguida motorizzato che usa una camera CCD come sensore stellare. Anche il sistema di fuocheggiamento è motorizzato e come tutti gli altri motori presenti nel telescopio, sarà gestito tramite computer. La gestione remota dello strumento sarà effettuata attraverso un software sviluppato in collaborazione con la ditta Tecnomare di Venezia nell'ambito del PNRA (ex sottoprogetto “Robotica e Telescienza”).

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CARATTERISTICHE OTTICHE DI IRAIT     Specchio Primario (paraboloide)     Specchio Secondario(iperboloide)  
Diametro specchio primario 800 mm   Diametro effettivo blank 810 +/-5 mm   Diametro effettivo
(calcolato per D1=750 mm)
135mm
Rapporto focale totale F/20   Diametro utile 800 mm   Raggio di curvatura 982.1mm
Diamentro campo non vignettato 10'(69.8 mm)   Rapporto focale F/3   Spessore specchio 20-25mm
Distanza verice primario-fuoco 800mm   Raggio di curvatura 4800 mm   Materiale usato Astrositall
Distanza primario secondario 1982.6mm   Diametro foro 110 mm   Coating Al+SiO2
Scala 12.89arcsec/mm   Sperrore specchio 100 mm      
Ostruzione secondario 0.18   Materiale usato Astrositall      
      Coating Al+SiO2      

Il Progetto IRAIT - Un telescopio per l'infrarosso in Antartide

L'Antartide offre condizioni ambientali ideali per poter effettuare osservazioni astronomiche nell'infrarosso (5-40 micron). Per poter sfruttare a pieno queste potenzialità già nel 1990 il Prof. Paolo Maffei dell'Università di Perugia propose al PNRA la realizzazione di un telescopio robotico e di una camera infrarossa, da installare in Antartide.
Il telescopio IRAIT, ora a Coloti, ha quindi come destinazione finale l’Antartide. Francia e Italia stanno costruendo a Dome C, all'interno del continente, sulla calotta glaciale a una quota di 3200 m e a una distanza dalla costa di 1200 km, una base scientifica che accoglierà anche il telescopio IRAIT. A Dome C, come su gran parte dell'altopiano antartico, le condizioni atmosferiche sono estremamente favorevoli alle osservazioni astronomiche, soprattutto nell'infrarosso, inoltre le precipitazioni sono molto scarse (10 cm all'anno), i venti assenti o deboli e sempre provenienti da Sud. Il cielo pertanto è quasi sempre sereno, l'atmosfera limpidissima e non turbolenta. Un telescopio in quel luogo opererà in un ambiente paragonabile a quello della Stratosfera e quindi in uno stato intermedio tra terra e spazio, con il vantaggio, però, che il suo funzionamento non sarà limitato nel tempo, come avviene per tutti i satelliti infrarossi (es. IRAS, ISO) perché il rivelatore può essere sottoposto a manutenzione periodica e continuamente rifornito di liquido criogenico. Si otterranno quindi osservazioni in gran quantità, molto spinte nell'infrarosso e con immagini di altissima qualità. Gli inconvenienti sono solo due ma piuttosto pesanti: l'isolamento in un deserto di ghiaccio con la consapevolezza che entro un raggio di almeno 1200 chilometri non c'è alcun essere vivente, e la bassa temperatura, (da circa -30°C d'estate, a circa -80°C d'inverno). Per questo, il telescopio IRAIT non potrà essere manovrato: dovrà essere robotizzato e “antartidizzato” per le temperature estreme. Questa è la fase da sviluppare all'Osservatorio di Coloti.
La Camera Infrarossa è attualmente in fase di sviluppo presso l’Osservatorio Astronomico di Torino, l'Osservatorio Astronomico di Teramo e presso l’IASF-CNR di Frascati. La camera utilizzerà un rivelatore Si:As da 128x128 elementi di ultima generazione, operante tra 8 e 27 mm, con l'obiettivo primo di effettuare rassegne locali di regioni selezionate nell'emisfero australe (Nubi di Magellano, Centro Galattico, regioni di formazione stellare in nubi molecolari giganti etc.).
L’integrazione tra la camera ed il telescopio avverrà a Coloti alla fine del 2001.

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Pagina Link sull'Antartide

Condizioni Ambientali a Dome C (Base concordia):

Coordinate Geografiche: 75° 06' S; 123° 23' E
Altitudine : 3250 m
Temperatura Estiva media : -25 °C
Temperatuta Invernale media: -70 °C
Velocità massima del vento: 20 m/s

Come raggiungere Coloti

Il borgo rurale di Coloti è situato nell'Alta Valle del Tevere tra Umbertide e Città di Castello nel comune di Montone (Perugia). Per raggiungere il nuovo osservatorio percorrere in auto la superstrada E45 (Cesena-Terni) in direzione Cesena (o direzione Roma) fino allo svincolo per Montone-Pietralunga. Prendere la strada provinciale per Pietralunga e al Km 6.5 circa (contrassegnato dai massi bianchi di indicazione chilometrica), voltare a sinistra verso un piccolo ponte. Dopo circa 200 m, avendo superato il ponte sul torrente Carpina, prendere la stretta strada non asfaltata sulla destra, per circa 5-6 chilometri fino a Coloti. Dall'uscita dello svincolo di Montone il percorso è comunque indicato con segnaletica bianca.

(Vedi anche la mappa stradale).